A causa o per merito del mio lavoro ho iniziato ad usare l'euro prima che questo arrivasse fisicamente nelle nostre tasche. Non ne avevo la percezione fisica, ma numerica sicuramente sì. Sono quindi più di 12 anni che uso questa valuta, confrontandola con dollaro, sterlina, yen e sono altrettanti anni che non pronuncio più le parole peseta, franco, marco (non è del tutto vero, giacchè Franco e Marco sono due nomi che per altri motivi mi capita di dire!).
Sulla Lira, la nostra cara vecchia Lira, bè ne parlo spesso, più per un discorso affettivo e da collezionsita, sforzandomi di far capire a mio figlio di 8 anni che alla sua età la mia fatina dei denti era molto più povera della sua, visto che sotto il cuscino mi lasciava 200 lire.
Ma spesso, troppo spesso mi accorgo di ragionare ancora troppo in "lire". Pensavo, soprattutto i primi anni in cui l'euro è arrivato con le sue banconote e monete, che fosse sbagliato fare sempre il cambio. Più passa il
tempo e più mi accorgo che invece va fatto. E va fatto notare, credo, anche a chi forse più di me dovrebbe ricordarsi il valore del nostro vecchio conio (cit. Paolo Bonolis).
Una pizzetta tonda in zona De Angeli a Milano, non mi può essere venduta ad euro 3,90 (poco meno di 8 mila lire): il rischio, reale, del panettiere, è quella di toglierla dal sacchetto e riposizionarla in vetrina. 8 mila lire per 4 morsicate...bè sono 2000 lire a morso. No, grazie. Così come la granita a 4 euro (bicchiere normale): un pò di ghiaccio e 3 sputi di menta, non valgono 16 monete da 500 lire.
Cambiando settore merceologico, 120 euro per la batteria del mio scooter...sono 240 mila lire. Credo che il primo Garelli monomarcia lo avessi pagato 250 mila lire.
E' chiaro che la colpa, volendola definire così, non è da ricercare (solo) nel negozio sotto casa, ma andrebbe cercata a monte della catena. Ma da qualche parte bisogna pur iniziare. E non è un discorso di pidoccheria, ma di buon senso.
Ad ogni modo, il caso che più mi ha turbato allora, come oggi, è quello della pizzeria sotto casa (devo avercela su con la pizza!!!): il trancio normale, uno dei più buoni mai mangiati a dire il vero, costava all'epoca 3500 lire.Ricordo perfettamente che oltre al sottoscritto altri avventori hanno fatto notare che passare su due piedi a 3,50 euro forse era un pò troppo. Ma il pizzaiolo ha continuato sulla sua strada.....3,50 euro ha scritto 3,50 ha lasciato. Peccato (per noi) che nel corso di questa decade il trancio, sempre buono, sempre normale e sempre margherita, sia arrivato alla stratosferica soglia dei 5,50€.
La prossima vita, oltre che donna, spero di rinascere piazzaiolo.
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