giovedì 23 giugno 2011

Con tanti saluti

Pochi giorni fa, il primo giorno d'estate, si è tenuto il primo "no cash day" che, per i meno attenti all'uso dell'inglese, sta per il giorno senza contanti.
Una iniziativa questa che vorrebbe trasmettere il messaggio di utilizzare sempre meno le banconote preferendo le carte di credito.
Nulla da eccepire alle varie motivazioni di questa linea di pensiero. Per chi volesse approfondire, altri hanno detto certamente meglio di me qui (per i miei amici: è un caso che sia un articolo de La Repubblica).
Perchè quindi utilizzo un post per questo argomento se vi ridirigo altrove? Per aggiugnere due cosette che magari, magari, farete un pò più fatica a trovare.
La carta di credito, quella tradizionale legata al conto corrente, ha enormi vantaggi. L'accettano ovunque come il contante, se la perdo la posso bloccare subito (i contanti rubati non li blocco), non si rompe facilmente, non devo inserirla 237 volte al self service, ma.....
Ma se per sfortuna ho bisogno dei contanti, fossero solo 50 euro e uso la carta, NON è un semplice prelievo: si chiama infatti "anticipo contante". L'anticipo contante costa il 4%. (quindi, prelevo 50€ me ne addebitano 52).
La carta di credito inoltre, non mi dà la percezione del "non ho più soldi nel portafoglio": con la carta pago fino al raggiungimento del mio plafond e, quando ci sbatto il naso contro (al plafond intendo) potrei accorgermi di aver speso forse un pò troppo.
Da qualche tempo le carte vengono regalate dalle banche (di solito per il primo anno, poi si pagano): la tentazione di avere 4 - 5 carte può nascere e, radicata, moltiplica per 4-5 volte la disponibilità e alla fine del mese, gli accidenti che si tirano, perchè "forse l'iphone in promozione con ipad ibook e ipod a soli 2499 € potevo evitare di prenderli!".
In ultima analisi, quindi, ben venga l'uso delle carte di credito: fate solo un pò di attenzione a non strisciarla troppo spesso e MAI, MAI usarle per prelevare.
PS.
Non tutte le carte usano il calendario tradizionale: alcuni circuiti addebitano  per esempio il 19 aprile le spese fatte dal 5 marzo al 4 aprile. Controllate bene la vostra: quei 4 giorni possono essere una brutta sorpresa!

mercoledì 22 giugno 2011

Ho scritto T'AMO sulla carta

Due euro a trimestre. 8 euro all'anno. Una spesa sopportabile.
Inutile, ma sopportabile per il nostro portafoglio. E' inutile perchè è il costo (mediamente) che le nostre banche ci addebitano per l'invio dell'estratto conto trimestrale per posta ordinaria.
Tenendo conto del fatto che questo balzellino possiamo togliercelo di torno semplicemente chiedendo (ORDINANDO!!) alla banca di inviarci tutto per email a costo zero, il conteggio pro risparmio che vi propongo oggi è, come si argomentava l'altro giorno, di ordine macro.
Ma andiamo con ordine. Una città come può essere Milano con il suo milione e passa di abitanti (città escluso hinterland) avrà, tanto per dare un numero,  1 milione di conti correnti. Vogliamo essere ottimisiti e pensare che il 25% soltanto non sia ancora passato a chiedere l'invio per posta elettronica del proprio estratto conto? Ok, diamolo per buono. Un estratto conto di un rapporto bancario normale ha mediamente 5 fogli (A4). 
La moltiplicazioncina 5 per 250.000 (che giusto per chi si è perso corrisponde al 25% di un milione) ci porta a 1.250.000 fogli. Un bel numero, ma che forse non vi dà la percezione esatta di quanti siano in realtà. Mettiamola così: la risma che trovate in vendita al supermercato contiene 500 fogli, quindi il numero che abbiamo poc'anzi calcolato  corrisponde a 2500 risme. Una bella spesona!!

Sono però "solo" 159 le risme che si ricavano da un pino di 15 metri e di diametro medio (fonte WWF). Quindi ogni trimestre le nostre banche, qualche giorno prima dell'invio, danno una bella tagliata a 15 pini (deforestazione, rischio smottamenti, minor produzione di ossigeno, più spazio per cementificare) , li impacchettano su qualche bel camion (inquinamento, traffico, incidenti), ne ricavano la carta (produzione industriale, aumento CO2) e ve lo spediscono a casa. 
A soli 2 euro.

lunedì 20 giugno 2011

Micro e Macro

Finalmente avete trovato la casa dei vostri sogni. Costa 300 mila euro. Qualche soldo da parte lo avete e per il resto pensate di fare il mutuo. Vi accordate con il venditore sulle tempistiche e l'accordo è fatto. Siete tutte e due contenti dell'affare. Lui perchè vende voi perchè finalmente avete trovato casa.
Passate in banca, lasciate tutti i documenti del caso e richiedete il mutuo. Mutuo che però non arriva. Il rapporto rata reddito è troppo alto e non ve lo concedono. Il vostro (micro) mondo vive una grande delusione, ma in cuor vostro pensate che la prossima volta andrà meglio. 
Cosa è cambiato a livello micro? (ovvero quello che riguarda voi e basta) Nulla, salvo appunto una piccola grande delusione e che dovrete ancora per un pò pagare l'affitto di una casa che non è vostra.
Ma a livello macro? Soltanto piccole/grandi delusioni? Vediamo un pò.
Il venditore della casa che volevate comprare è un imprenditore in grosse difficoltà: aveva deciso di vendere in un momento non proprio ottimale la casa dei nonni perchè con quei 300 mila euro sarebbe riuscito a pagare i fornitori (e quindi riprendere l'attività) e gli stipendi dei suoi dipendenti che da due mesi non percepivano nulla. Non incassando questi soldi (o semplicemnte dovendo aspettare) il suo fornitore l'ha messo in mora e non gli farà avere altra merce. I due dipendenti non sanno più che pesci prendere. Uno ha dovuto disdire la piscina del figlio e la palestra della moglie. L'altro deve vendere alcuni titoli (in perdita) che aveva in banca perchè non sa neanche come fare per la spesa quotidiana. 
Il fornitore dell'azienda della persona che vi doveva vendere la casa, non riuscendo a prendere i soldi che aspettava non è sua volta in grado di pagare una commessa urgente mettendo in difficoltà il suo fornitore ed il suo cliente.............
E il proprietario della casa in affitto dove siete adesso? Aveva già avvisato la figlia che poteva avvicinarsi a casa: con un bambino piccolo era comodo avere i nonni vicino. Peccato che non se ne fa più nulla. E l'asilo del bimbo che era stato disdettato ora non accetta più iscrizioni.......

All'università insegnano Micro e Macro economia. Capire gli effetti che le  nostre (micro) azioni hanno su quelle del sistema (macro) è un insegnamento della vita di tutti i giorni

domenica 19 giugno 2011

Ti telefono, o no?

Rispondere al telefono in ufficio ci permette di fare un gioco interessante...chi sarà questa volta? Telecom, Vodafone, British, Tre, Fastweb....? Ma quanti sono? Va benissimo la libera concorrenza, ma alla settimana telefonata in 4 ore,magari ci si stufa un attimo.
Ad ogni modo questo week end ho riflettuto un attimo sul significato e l'utilizzo della rete fissa. Dal telefono attaccato al muro, al primo con la tastiera numerica, per passare prima a quello con la segreteria incorportata per poi arrivare al cordless, penso di averli provati tutti. Ma onestamente, quanti di voi utilizzano il telefono di casa come lo si usava diciamo 4 anni fa? 
Tra le note delle cose da fare la prossima settimana mi sono segnato di cancellare il mio abbonamento attuale (telefono + internet) per passare ad uno solo per navigare.
Pensateci un attimo: con la connessione in casa, magari wifi, se voglio telefonare a qualcuno uso skype (direi gratuitamente, ormai l'account lo abbiamo tutti), se voglio scrivere un messaggio mando una email, se devo dire una cosa importante la maggior parte delle persone che conosco hanno (come me) sempre Twitter acceso. Posso poi postare qualcosa su Facebook....che me faccio del telefono in casa? Se proprio proprio ho voglia di avere qualcosa attaccato all'orecchio, un telefonino a chi manca?
Dal punto di vista economico il risparmio c'è eccome. Tra linea, eventuale canone e balzelli, la bolletta bimestrale è destinata a scendere.

venerdì 17 giugno 2011

Tecnologia a rate

In qualsiasi grande magazzino si entri, la maggior parte dei prodotti hanno al loro fianco vari cartelli che indicano come poter fare per l'acquisto a rate.
Tendenzialmente io sono contro le rate (mutuo escluso): se posso compro, altrimenti lascio perdere. Pensare di comprare un televisore oggi e finirlo di pagare dopo l'Expo sapendo già oggi che domani sarà vecchio, quasi obsoleto tecnologicamente debole....no vi prego!
La pratica dell'acquisto rateizzato è però molto usato, direi abusato. Senza voler entrare dei dettagli delle varie formule contrattuali, alcune analizzate anche da programmi televisivi, il punto sul quale oggi vorrei sottolineare le mie perplessità è ...."il costo della pratica".
Immaginiamo di voler prendere il penultimo esemplare di tv a led (penultimo giacchè l'ultimo arriva in negozio mentre stiamo uscendo noi con il nostro scatolone): costo, ipotetico, 1000 euro.
Come da post precedente, una brevissima riflessione sulla moltiplicazione 1000 x 1936,27 (quasi due milioni per un 42") e volendo comprare a rate mi siedo nella postazione per il contratto. Dopo qualche bla bla (anzi obladi oblada come direbebro in ufficio) mi accorgo che le spese per l'istruttoria della pratica sono 70 euro.
Detta così...bè, mi sto indebitando per 1000 euro per il mio super televisiore chessarannomai 70 euro? 
Eh, 70 euro sono....il 7%, più 6 volte di quello che la banca ci dà come interesse sul nostro conto. 
Per far rendere i propri soldi al 7% annuo, come minimo devo rischiare o buttarrmi su investimetni illeciti (sapete cosa rendono Bot, Cct, Btp, vero?) 
E anche ammesso che nel mio esempio abbia esagerato e le spese di istruttoria sian solo 40 euro....il concetto non cambia.
Uscire oggi con il televisore, computer, smartphone, ferro da stiro, e pagare poi, ha SEMPRE un prezzo da pagare, oltre a quello del bene stesso.

mercoledì 15 giugno 2011

La Borsa

Capire i meccanismi che regolano la borsa valori è molto più facile di quel che si pensi. 
Rileggete bene: capire i meccanismi. Dal capirli all'applicarli senza prendere sonore mazzate, bè strada ce n'è.
Ad ogni modo, l'argomento Borsa potrebbe portare via pagine e pagine di questo blog. Di tanto in tanto ne parlerò, ma non troppo, altrimenti chi paga poi per venire ai miei corsi? Come antipasto di questo pranzo (o cena) a base di titoli azionari, partirei con una cosa sfiziosa: perchè si chiama borsa? 
La storia ci racconta che i primi tipi di quella che oggi definiamo appunto borsa risalgono al Medioevo. In particolare in Belgio, a Bruges, i commercianti dell'epoca si trovavano a scambiarsi le merci nella stessa piazza che alle spalla aveva la dimora dei conti "Van De Bourse". L'usanza di dire  ci vediamo "à la Bourse" ha quindi preso piede e da qui il nome che ancora oggi diamo non tanto al palazzo (sono poche le borse fisiche...internet ha preso in mano tutto!) ma al concetto stesso di compravendita.
Per chi volesse a Milano in piazza Affari c'è la Borsa italiana: edificio molto bello, palazzo Mezzanotte, che merita di essere visitato non foss'altro che per gli splendidi resti romanici presenti.
PS: oggi la borsa di Milano ha perso il 2.16%

martedì 14 giugno 2011

La Lira

A causa o per merito del mio lavoro ho iniziato ad usare l'euro prima che questo arrivasse fisicamente nelle nostre tasche. Non ne avevo la percezione fisica, ma numerica sicuramente sì. Sono quindi più di 12 anni che uso questa valuta, confrontandola con dollaro, sterlina, yen e sono altrettanti anni che non pronuncio più le parole peseta, franco, marco (non è del tutto vero, giacchè Franco e Marco sono due nomi che per altri motivi mi capita di dire!).
Sulla Lira, la nostra cara vecchia Lira, bè ne parlo spesso, più per un discorso affettivo e da collezionsita, sforzandomi di far capire a mio figlio di 8 anni che alla sua età la mia fatina dei denti era molto più povera della sua, visto che sotto il cuscino mi lasciava 200 lire.
Ma spesso, troppo spesso mi accorgo di ragionare ancora troppo in "lire". Pensavo, soprattutto i primi anni in cui l'euro è arrivato con le sue banconote e monete, che fosse sbagliato fare sempre il cambio. Più passa il   
tempo e più mi accorgo che invece va fatto. E va fatto notare, credo, anche a chi forse più di me dovrebbe ricordarsi il valore del nostro vecchio conio (cit. Paolo Bonolis). 
Una pizzetta tonda in zona De Angeli a Milano, non mi può essere venduta ad euro 3,90 (poco meno di 8 mila lire): il rischio, reale, del panettiere, è quella di toglierla dal sacchetto e riposizionarla in vetrina. 8 mila lire per 4 morsicate...bè sono 2000 lire a morso. No, grazie. Così come la granita a 4 euro (bicchiere normale): un pò di ghiaccio e 3 sputi di menta, non valgono 16 monete da 500 lire.
Cambiando settore merceologico, 120 euro per la batteria del mio scooter...sono 240 mila lire. Credo che il primo Garelli monomarcia lo avessi pagato 250 mila lire. 
E' chiaro che la colpa, volendola definire così, non è da ricercare (solo) nel negozio sotto casa, ma andrebbe cercata a monte della catena. Ma da qualche parte bisogna pur iniziare. E non è un discorso di pidoccheria, ma di buon senso. 
Ad ogni modo, il caso che più mi ha turbato allora, come oggi, è quello della pizzeria sotto casa (devo avercela su con la pizza!!!): il trancio normale, uno dei più buoni mai mangiati a dire il vero, costava all'epoca 3500 lire.Ricordo perfettamente che oltre al sottoscritto  altri avventori hanno fatto notare che passare su due piedi a 3,50 euro forse era un pò troppo. Ma il pizzaiolo ha continuato sulla sua strada.....3,50 euro ha scritto 3,50 ha lasciato. Peccato (per noi) che nel corso di questa decade il trancio, sempre buono, sempre normale e sempre margherita, sia arrivato alla stratosferica soglia dei 5,50€. 
La prossima vita, oltre che donna, spero di rinascere piazzaiolo.

lunedì 13 giugno 2011

Fidaty

Quando ero piccolo, anni 70, mi capitava di vedere mia madre raccogliere i bollini...forbici alla mano, ritagliava, incollava e spediva. La tecnologia è cresciuta con me, più di me, e tra le tante innovazioni ci ha portato le tessere raccogli punto. Benzina, viaggi, spesa, cinema, panini....si raccolgono punti tramite scheda ovunque. 
Sapendo che la cosa più difficile è avere la capacità di tenere in tasca 7865 cards e non avendo nessuna risposta sensata su come fare, mi soffermo sulla mia preferita, la carta Fidaty dell'esselunga.
E' uno strumento diabolico se lo si usa alla leggera: si raccolgono punti facendo la classica spesa, ci si dimentica di avere un bonus di qualche migliaia di punti, arriva puntuale il cartellone all'ingresso del supermercato che ti avvisa che entro 72 secondi devi richiedere il premio altrimenti perdi tutto il prezioso gruzzoletto e......
...e te ne esci dal super con la stronzata più grande che era presente nell'apposita vetrinetta mostra premi, consapevole di aver sperperato i punti accumulati con 200 mila euro di spesa per una cosa che MAI userai e che, soprattutto, nell'improbabile ipotesi proprio ti fosse servita, l'avresti comprata in qualsiasi negozio per 12 euro.
Quindi, come comportarsi con la Fidaty? Io mi muovo così: faccio la mia spesa come sempre tenendo d'occhio quali prodotti permettono il raddoppio dei punti (i prezzi delle cose che prendo ormai li so praticamente a memoria...se li aumentano perchè hanno il double point fidaty li lascio dove sono!!!), raccolgo più punti possibile e arrivato alla cifretta di circa 10 mila punti.....mi faccio una spesa di 100 euro, non dico gratis, ma senza tirare fuori la carta o le banconote. Considero, passatemi il paragone, la fidaty come una carta di credito ricaricabile...ogni spesa che faccio e pago, mi ricarico la fidaty con un tot che useroò più avanti.Credo infatti, che l'utilizzo migliore delle carte punti dei supermercati sia il re-investimetno in spesa (alimentare)

domenica 12 giugno 2011

La media

Immaginate di essere i primi a comprare un nuovo smartphone. Lo pagate 800 euro. Dopo poco vi rendete conto che non è prorpio quello che fa per voi. Decidete di rivenderlo subito ma a 800 euro nessuno ve lo compra perchè nel frattempo, il prezzo è sceso a 700. Aspettate un poco, cercando di capire cosa fate quando un vostro amico, vi dice che anchel ui ha comprato lo stesso smartphone e, come voi, non si trova bene. Ve lo cede a 400 euro, tanto chissnefrega dice. Ragionate  e pensate: "il primo l'ho pagato 800 il secondo mi costa 400. Se ne vendo due a 600 pareggio." Quindi comprate il secondo telefono e buttate su ebay la vostra offertona: 2 smartphone nuovi a 600 euro l'uno! 
Peccato che mentre voi eravate impegnati nel ragionare su come recuperare i soldi spesi, il vostro smartphone valga ora nuovo 500 euro. Due invenduti.....
Fareste mai un ragionamento simile? Credo di no. Tanti di voi, invece fanno ESATTAMENTE questo errore in borsa. Si convincono che il titolo azionario che hanno individuato sia il migliore e lo comprano. Quando il prezzo di questo scende lo ricomprano....e se continua a scendere ...continuano a comprare.
Mediare al ribasso è un azzardo pericolosissimo. Il rischio di rimanere bloccato su di un titolo con una perdita potenziale notevole è elevatissimo. Meglio perdere poco e subito che tanto tra un anno. 

sabato 11 giugno 2011

Vacanze andate in fumo

Quest'anno mi stanno rapinando di 1500 euro. Non è una follia, sia chiaro, ma pagare oggi quello che farò in agosto ha un non so che di sgradevole. Uscendo dall'agenzia viaggi ho fatto la classica riflessione che ogni volta che devo affrontare una spesa fuori dall'ordinario mi frulla in testa. Come "recuperare" la spesa per il mare?
Dopo vari tentativi inutili di risparmio forzato, mi è magicamente venuto in mente quanto costa fumare. Il conteggio è scoraggiante. Le sigarette che fumo costano 3,90 euro a pacchetto e la mia media è di un pacchetto e mezzo al giorno. 3,90+1,95 corrispondono a 5,85 euro al giorno che, moltiplicato per i 7 giorni di una settimana corrispondono a 40,95 € (facciamo 41, va!) In un mese arriviamo alla cifretta di 164 euro, equivalenti a 1968 euro all'anno. Letto bene? 1 9 6 8 euro!!!!!
Ho continuato a farmi del male e ho sommato a questa cifra la spesa per il caffè. Scusatemi...per i caffè. Ormai 0,90 è la media corretta per un caffè a Milano. Con il sabato e la domenica che mi fanno media al ribasso, direi che il numero di tre caffè al giorno è corretta...quindi 2,70 euro al giorno. Vi risparmio a quanto corrsiponde nei periodi intermedi e arriviamo direttamente alla moltipilica per 365: 985 euro.
Ora, 985+1968 fanno 2953 euro. Arrivare a 3000 è facile: un paio di brioches di tanto in tanto e si fa cifra tonda. Il mio pensiero quindi è: smetto di fumare, risparmio 1968 euro all'anno, magari ne giova pure la salute (ehehheh) il caffè me lo faccio a casa che, considerando il costo della materia prima, il gas, il logorio della moka e l'acqua all'incirca mi pesa 0,12 euro la tazzina. La prossima vacanza sarà sponsorizzata Winston e se è vero quel che si dice, da qui all'anno prossimo magari sarò arrivato a 80kg.




venerdì 10 giugno 2011

Il dentista e l'apparechio

Oggi mio figlio ha messo l'apparecchio per il palato. Dovrà tenerlo per circa 6 mesi. Spero si abitui alla svelta. Non avevo pensato all'indotto economico di un apparecchio fino ad oggi. In un certo senso sono contento di poter dare una mano all'intero ciclo economico.
Perchè?
Presto detto; il costo dell'apparecchio, circa 1500 euro ha soddisfatto sicuramente il dentista e la società che ha prodotto l'apparecchio. Non so il quali percentuali si sono "spartiti" il bottino, ma di certo hanno guadagnato entrambi.. Fuori dal dentista, fermata un farmacia: spazzolino nuovo, spazzolino per apparecchio, spruzza acqua (per residui che si incastrano). 80 euro totali. Farmacista e OralB lieti.
Supermercato per cibo adatto: è vero che mi figlio non potrà bere cocacola per i prossimi 6 mesi, ma passando alla fanta, la società americana non vedrà calare il fatturato per colpa nostra. In compenso nuovi alimenti si sono affacciati al menu di casa: non ricordo le marche, ma oltre alle solite che compriamo, ora anche questo godranno di un piccolo + nei loro ricavi.
L'apparecchio per il palato, per chi non lo sapesse, necessita due volta al giorno una "regolata": si prende una specie di mini cacciavite e si regola una vite. Facile? sì la mattina,con la luce, ma per la sera..provate con la lampada di casa o del bagno....più giusto spendere 35 euro pro Duracell per una torcia piccola ma potente che renda luminoso il palato.
Quasi dimenticavo: la Toy'R'Us torna sempre comoda quando si vuole fare un pensiero al proprio figlio, per dargli un aiuto morale per il fastidioso apparecchio. Cosa saranno 18 euro per un paio di Bakugan che il pargolo ama tanto quanto i vecchi Gormiti?
Per un figlio, per mio figlio questo ed altro, sia chiaro. Ma se il prossimo trimestre il PIL italianonon si è ripreso di uno 0,1% ci rimango male!